Boschi di nylon e asfalto


Di recente sono stato a fare qualche passeggiata nella zona della Val di Cembra e dell'Altopiano di Pinè e ho dovuto tristemente constatare come i tempi stanno rapidamente cambiando. E' noto a tutti che la conformazione rocciosa delle montagne cembrane ha fatto si che in questa zona sorgessero svariate cave di porfido con innegabili conseguenze negative per l'ambiente ed altrettanto innegabili vantaggi economici per chi da queste cave ne trae profitto.
Ma quella 'brutta malattia' che corrisponde all'abitudine ha fatto si che ormai ci siamo rassegnati a vedere questi scempi e così - piano, piano - abbiamo cominciato a considerare queste montagne violentate e sventrate, parte del paesaggio di questa valle.
Quello a cui io, invece, non ero affatto abituato, è vedere intere parti di territorio sparire per far posto alle serre per la coltivazioni delle fragole. Questo nuovo businnes negli ultimi anni si è sparso a macchia d'olio e così succede che percorrendo le strade dei due versanti della Val di Cembra o transitando per l'Altopiano di Pinè si vedono sempre più numerose ed orribili macchie di nylon sostituirsi a prati e boschi.
Mi è capitato di andare a cercare un pò di pace all'aria aperta e ritrovarmi, ahimè, a camminare in "boschi di plastica" dove la poesia del paesaggio, i suoni e i profumi della natura erano mortificati da questa invadente presenza.
La continua aggressione al "nostro verde" avviene pure con una costante avanzate delle strade di penetrazione all'interno dei boschi; ormai le forestali vengono asfaltate senza nessuna remora.
Quando consultando una cartina vedevo una stradina bianca raggiungere una malga avevo la convinzione che si trattasse tutt'al più di una strada bianca, adesso, sempre più spesso, mi è capitato di ritrovarmi a camminare su un'orrenda striscia nera di asfalto.
Le strade per Malga Stramaiolo e Malga Sasso, rispettivamente a 1700 e 2000 m. di quota, tanto per citare solo due posti dove sono stato recentemente, sono state asfaltate senza che nessuno (di buon senso) ne sentisse la necessità.
Sui depliant turistici di queste zone si vedono famigliole felici camminare nei boschi e su verdi prati, ma se andiamo avanti così sarà necessario usare foto d'epoca o fotoritocchi per mantenere intatta la magia di quei posti ...
Senza volermi addentare sulla questione di tutte le nuove stazioni sciistiche che sono state recentemente approvate sul nostro territorio provinciale (peraltro anche all'interno di Parchi Naturali ...), mi chiedo se qualcuno possa fare qualcosa per frenare questa continua aggressione alla natura o se dobbiamo rassegnarci al fatto che gli aspetti turistico-economici siano sempre e comunque superiori a quelli ambientali, o per dirla in parole più semplici che gli interessi di pochi siano superiori al bene di tutti.
Vedendo tutto questo una domanda mi sorge spontanea: "ma se all'interno del governo provinciale c'è una forza politica che ha addirittura nel proprio nome la sua missione ambientale, a chi devono rivolgersi quelli che la pensano come me (e ho la convinzione oltre che la speranza che non sono poi così pochi) perché tutto ciò venga fermato?".

sull'assurda strada asfaltata che porta a Malga Stramaiolo